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	<title>Commenti per Sette giorni da Reporter per Catania</title>
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	<description>ELEVEN catania - Inchiesta collettiva a 11 voci</description>
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		<title>Commenti su ELEVEN cataniaInchiesta collettiva a 11 voci di After Jugo winner of the Digital heretics award @ International Journalism Festival, Perugia at marco pavan photography</title>
		<link>http://reporterin7giorni.step1.it/eleven-catania-inchiesta-collettiva-a-11-voci/comment-page-1#comment-22</link>
		<dc:creator>After Jugo winner of the Digital heretics award @ International Journalism Festival, Perugia at marco pavan photography</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 11:53:15 +0000</pubDate>
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		<description>[...] other winner ex-aequo is ELEVEN Catania, inchiesta collettiva a 11 voci, by the University of [...]</description>
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		<title>Commenti su SPECULATION  Il nuovo oro dell&#8217;Antico Corso di Antico Corso, una riflessione &#124; 095</title>
		<link>http://reporterin7giorni.step1.it/speculation-il-nuovo-oro-dellantico-corso/comment-page-1#comment-21</link>
		<dc:creator>Antico Corso, una riflessione &#124; 095</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 22:25:29 +0000</pubDate>
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		<description>[...] SPECULATION, video di Marco [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] SPECULATION, video di Marco [...]</p>
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		<title>Commenti su On the road – Menz’a strada  Senza tetto di casa nostra di Maria Grazia</title>
		<link>http://reporterin7giorni.step1.it/on-the-road-%e2%80%93-menz%e2%80%99a-strada-senza-tetto-di-casa-nostra/comment-page-1#comment-20</link>
		<dc:creator>Maria Grazia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 16:13:39 +0000</pubDate>
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		<description>No... Se la Pina cui vi riferite è Tinuzza (si chiama Agata) allora non lascerà mai la stazione. E&#039; una scelta di vita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No&#8230; Se la Pina cui vi riferite è Tinuzza (si chiama Agata) allora non lascerà mai la stazione. E&#8217; una scelta di vita.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su On the road – Menz’a strada  Senza tetto di casa nostra di Catania, Menz’a strada &#8211; reportage di Carmen Valisano &#124; 095</title>
		<link>http://reporterin7giorni.step1.it/on-the-road-%e2%80%93-menz%e2%80%99a-strada-senza-tetto-di-casa-nostra/comment-page-1#comment-18</link>
		<dc:creator>Catania, Menz’a strada &#8211; reportage di Carmen Valisano &#124; 095</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 14:59:25 +0000</pubDate>
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		<description>[...] On the road – Menz’a strada Senza tetto di casa nostra [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] On the road – Menz’a strada Senza tetto di casa nostra [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su ELEVEN cataniaInchiesta collettiva a 11 voci di 11 voci &#8211; 7 giorni &#8211; 1 inchiesta collettiva &#124; 095</title>
		<link>http://reporterin7giorni.step1.it/eleven-catania-inchiesta-collettiva-a-11-voci/comment-page-1#comment-17</link>
		<dc:creator>11 voci &#8211; 7 giorni &#8211; 1 inchiesta collettiva &#124; 095</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 15:07:38 +0000</pubDate>
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		<description>[...] il resto, potete leggerlo su http://reporterin7giorni.step1.it/eleven-catania-inchiesta-collettiva-a-11-voci [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] il resto, potete leggerlo su <a href="http://reporterin7giorni.step1.it/eleven-catania-inchiesta-collettiva-a-11-voci" rel="nofollow">http://reporterin7giorni.step1.it/eleven-catania-inchiesta-collettiva-a-11-voci</a> [...]</p>
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		<title>Commenti su On the road – Menz’a strada  Senza tetto di casa nostra di giuseppe molino</title>
		<link>http://reporterin7giorni.step1.it/on-the-road-%e2%80%93-menz%e2%80%99a-strada-senza-tetto-di-casa-nostra/comment-page-1#comment-16</link>
		<dc:creator>giuseppe molino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 16:03:59 +0000</pubDate>
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		<description>Bellissimo reportage! Sto scrivendo un cortometraggio che ha per protagonista dei senzatetto e questa inchiesta mi ha illuminato su un fenomeno che spesso ci sembra abbastanza lontano da noi, in grandi metropoli tipo N.Y., ma che in realtà riguarda tutti. Spero di riuscire a trattare l&#039;aspetto sociale del mio corto con la sensibilità e il rispetto che merita questa gente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo reportage! Sto scrivendo un cortometraggio che ha per protagonista dei senzatetto e questa inchiesta mi ha illuminato su un fenomeno che spesso ci sembra abbastanza lontano da noi, in grandi metropoli tipo N.Y., ma che in realtà riguarda tutti. Spero di riuscire a trattare l&#8217;aspetto sociale del mio corto con la sensibilità e il rispetto che merita questa gente.</p>
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		<title>Commenti su On the road – Menz’a strada  Senza tetto di casa nostra di telestrada</title>
		<link>http://reporterin7giorni.step1.it/on-the-road-%e2%80%93-menz%e2%80%99a-strada-senza-tetto-di-casa-nostra/comment-page-1#comment-5</link>
		<dc:creator>telestrada</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 21:33:59 +0000</pubDate>
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		<description>Articolo molto interessante, complimenti.
Saluti dalla Redazione di Strada e...buona strada a voi tutti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo molto interessante, complimenti.<br />
Saluti dalla Redazione di Strada e&#8230;buona strada a voi tutti!</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Catania vende, arrusti e mangia  I mercati dell’illegalità di Gabriele</title>
		<link>http://reporterin7giorni.step1.it/catania-vende-arrusti-e-mangia-i-mercati-dell%e2%80%99illegalita/comment-page-1#comment-4</link>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 14:22:57 +0000</pubDate>
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		<description>Se vi fate un giro nel rione del Largo Barriera, meglio conosciuto come &quot;il Duemila&quot; in certe ore del giorno, in particolare quelle di punta, rimarrete a bocca aperta! Premetto che il solo rione è diviso sotto la giurisdizione di ben tre comuni (Catania, Gravina e S.A.Li Battiati), ed è considerato periferia da tutti e tre. Pertanto è raro trovare vigili urbani, figuriamoci carabinieri e polizia (per inteso, ogni tanto li vado vedendo, ma solo se vanno a mangiare un panino al furgoncino dei fratelli &quot;Trigghia&quot;)!
Negli ultimi vent&#039;anni, cioè da quando sono nato, ho visto il mio rione subire una massiccia cementificazione: gli agrumeti di un tempo sono stati distrutti per fare spazio a un parcheggio scambiatore che non è mai entrato in funzione. Lo slargo del Duemila poi è stato totalmente occupato da una gigantesca &quot;rotonda&quot; (uso le virgolette perchè più che una rotonda ha la forma di una pera!!), che fra l&#039;altro non è stata adibita ad ospitare neanche un po&#039; di verde, bensì hanno mantenuto la vecchia carreggiata all&#039;interno. Figuratevi che le prime volte nolte macchine non vedendola, data la sua più unica che rara forma, e la sua totale assenza di verde, ci entravano direttamente dentro! La viabilità è diventata infernale, gli incidenti si sono moltiplicati, causando anche la morte di storici abitanti del quartiere. Le persone costrette alla sedia a rotelle inoltre non possono abbandonare il rione per via dell&#039;assenza di passaggi pedonali! Tutto questo ammasso informe di cemento come se non bastasse, è diventato il regno di venditori ambulanti abusivi, che hanno dato al vecchio Duemila un aspetto tipo &quot;casbah post-moderna&quot;!!! invito tutti a visitare il mio rione, vero e proprio emblema della Catania di oggi!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se vi fate un giro nel rione del Largo Barriera, meglio conosciuto come &#8220;il Duemila&#8221; in certe ore del giorno, in particolare quelle di punta, rimarrete a bocca aperta! Premetto che il solo rione è diviso sotto la giurisdizione di ben tre comuni (Catania, Gravina e S.A.Li Battiati), ed è considerato periferia da tutti e tre. Pertanto è raro trovare vigili urbani, figuriamoci carabinieri e polizia (per inteso, ogni tanto li vado vedendo, ma solo se vanno a mangiare un panino al furgoncino dei fratelli &#8220;Trigghia&#8221;)!<br />
Negli ultimi vent&#8217;anni, cioè da quando sono nato, ho visto il mio rione subire una massiccia cementificazione: gli agrumeti di un tempo sono stati distrutti per fare spazio a un parcheggio scambiatore che non è mai entrato in funzione. Lo slargo del Duemila poi è stato totalmente occupato da una gigantesca &#8220;rotonda&#8221; (uso le virgolette perchè più che una rotonda ha la forma di una pera!!), che fra l&#8217;altro non è stata adibita ad ospitare neanche un po&#8217; di verde, bensì hanno mantenuto la vecchia carreggiata all&#8217;interno. Figuratevi che le prime volte nolte macchine non vedendola, data la sua più unica che rara forma, e la sua totale assenza di verde, ci entravano direttamente dentro! La viabilità è diventata infernale, gli incidenti si sono moltiplicati, causando anche la morte di storici abitanti del quartiere. Le persone costrette alla sedia a rotelle inoltre non possono abbandonare il rione per via dell&#8217;assenza di passaggi pedonali! Tutto questo ammasso informe di cemento come se non bastasse, è diventato il regno di venditori ambulanti abusivi, che hanno dato al vecchio Duemila un aspetto tipo &#8220;casbah post-moderna&#8221;!!! invito tutti a visitare il mio rione, vero e proprio emblema della Catania di oggi!!!</p>
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		<title>Commenti su ELEVEN cataniaInchiesta collettiva a 11 voci di Anita T. Giuga</title>
		<link>http://reporterin7giorni.step1.it/eleven-catania-inchiesta-collettiva-a-11-voci/comment-page-1#comment-3</link>
		<dc:creator>Anita T. Giuga</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 20:59:09 +0000</pubDate>
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		<description>Morire di fama è l’aspirazione della maggior parte dei giovani curatori. La stessa cosa si può dire degli artisti. Ma questa non è una novità. Fra premi e residenze, articoli, blogs e recensioni più o meno accreditate, l’obbiettivo è lo stesso. Senza eccezioni. Il mondo si è velinato: un passaggio televisivo nel salotto buono della tv ha più valore di un ponderoso saggio. Una residenza all’estero è più significativa della solidità che si può vantare lavorando con acribia sul proprio territorio. Lo scambio come crescita è proporzionale alle risorse, ma se risorse non ci sono deve imporsi il diritto a vivere bene anche nelle nicchie. Rispettati e richiesti anche localmente. Il nostro paese è ammalato di provincialismo, ma nemmeno questa è una novità. La comunicazione è potenza suprema, che supera di molte lunghezze la qualità degli eventi promossi. Come guarire? Intanto lavorando con entusiasmo, spirito analitico e rigore metodologico. Non per stupire ma per affermare un’idea di fondo chiara, avvertita, mai definitiva. Il vero problema sta nel senso da dare alla cultura, ancora considerata un orpello per pochi e di pochi. Meno che mai un valore assoluto. Questa sorta di elitismo (che ha sostituito il “didattismo” dei primi decenni televisivi) costringe chi si dedica ai fatti culturali a scimmiottare il vertice (che c’è, è più reale del re e non offre appigli). Quel punto apicale che della forza di persuasione del sapere ha fatto arma di colonialismo e imperialismo. E in forma ridotta di utilitarismo becero. La tecnologia ci ha dato l’impressione, e solo quella, di essere ovunque e di sapere tutto quel che c’è da sapere. In tempo reale e sforzando le meningi il minimo indispensabile. Ma quando inviamo una mail a chi non ci conosce, nella stragrande maggioranza dei casi, non ci perviene risposta. La nostra presenza non è, difatti, compiutamente interlocutoria. Lungi dal voler sostenere con rimpianto “il bel tempo andato”, mi accontento di dissipare illusioni informatiche, teatrini del successo su internet e l’avvento di un apparato democratico partecipato, collaborativo e multimediale. La società è ancora dei padri, che non mollano su “estensioni del dominio” assolutamente personalistiche e impenetrabili. Noi? Si gioca a morir di fama.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Morire di fama è l’aspirazione della maggior parte dei giovani curatori. La stessa cosa si può dire degli artisti. Ma questa non è una novità. Fra premi e residenze, articoli, blogs e recensioni più o meno accreditate, l’obbiettivo è lo stesso. Senza eccezioni. Il mondo si è velinato: un passaggio televisivo nel salotto buono della tv ha più valore di un ponderoso saggio. Una residenza all’estero è più significativa della solidità che si può vantare lavorando con acribia sul proprio territorio. Lo scambio come crescita è proporzionale alle risorse, ma se risorse non ci sono deve imporsi il diritto a vivere bene anche nelle nicchie. Rispettati e richiesti anche localmente. Il nostro paese è ammalato di provincialismo, ma nemmeno questa è una novità. La comunicazione è potenza suprema, che supera di molte lunghezze la qualità degli eventi promossi. Come guarire? Intanto lavorando con entusiasmo, spirito analitico e rigore metodologico. Non per stupire ma per affermare un’idea di fondo chiara, avvertita, mai definitiva. Il vero problema sta nel senso da dare alla cultura, ancora considerata un orpello per pochi e di pochi. Meno che mai un valore assoluto. Questa sorta di elitismo (che ha sostituito il “didattismo” dei primi decenni televisivi) costringe chi si dedica ai fatti culturali a scimmiottare il vertice (che c’è, è più reale del re e non offre appigli). Quel punto apicale che della forza di persuasione del sapere ha fatto arma di colonialismo e imperialismo. E in forma ridotta di utilitarismo becero. La tecnologia ci ha dato l’impressione, e solo quella, di essere ovunque e di sapere tutto quel che c’è da sapere. In tempo reale e sforzando le meningi il minimo indispensabile. Ma quando inviamo una mail a chi non ci conosce, nella stragrande maggioranza dei casi, non ci perviene risposta. La nostra presenza non è, difatti, compiutamente interlocutoria. Lungi dal voler sostenere con rimpianto “il bel tempo andato”, mi accontento di dissipare illusioni informatiche, teatrini del successo su internet e l’avvento di un apparato democratico partecipato, collaborativo e multimediale. La società è ancora dei padri, che non mollano su “estensioni del dominio” assolutamente personalistiche e impenetrabili. Noi? Si gioca a morir di fama.</p>
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		<title>Commenti su SPECULATION  Il nuovo oro dell&#8217;Antico Corso di ALL</title>
		<link>http://reporterin7giorni.step1.it/speculation-il-nuovo-oro-dellantico-corso/comment-page-1#comment-2</link>
		<dc:creator>ALL</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 19:19:09 +0000</pubDate>
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		<description>A inizio gennaio sentivo di un tale che doveva necessariamente andare a Catania solo per pagare una mensilità di ben 250 euro e poi tornarsene al paesello..

beh se siamo i primi a farci infinocchiare sui prezzi dell&#039;affitto ovvio che &quot;il catanese&quot; se ne approfitta e fa anche bene, solo che così come diceva il simpatico meccanico muoiono le attività produttive del centro storico o meglio si favoriscono petrolieri e produttori d&#039;auto a tutto danno dei lavoratori della zona.

Inutile dire che l&#039;università stessa potrebbe preventivare l&#039;acquisto di abitazioni da offrire a prezzi calmierati agli studenti magari in altre aree della città dove il mercato del mattone è più in crisi (metropolitana e mezzi pubblici permettendo) e che un ulteriore sforzo per il completamento dei poli universitari esistenti in altre aree della sicilia sarebbe una mezza soluzione al problema del sovraffollamento dell&#039;antico corso, così che il calo delle richieste di affitto faccia da freno naturale alla speculazione immobiliare..

ma risolto il problema dell&#039;affitto sorge quello dell&#039;occupazione e li sono guai, perchè se in così tanti decidono di emigrare al nord non è certo per esterofilia innata</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A inizio gennaio sentivo di un tale che doveva necessariamente andare a Catania solo per pagare una mensilità di ben 250 euro e poi tornarsene al paesello..</p>
<p>beh se siamo i primi a farci infinocchiare sui prezzi dell&#8217;affitto ovvio che &#8220;il catanese&#8221; se ne approfitta e fa anche bene, solo che così come diceva il simpatico meccanico muoiono le attività produttive del centro storico o meglio si favoriscono petrolieri e produttori d&#8217;auto a tutto danno dei lavoratori della zona.</p>
<p>Inutile dire che l&#8217;università stessa potrebbe preventivare l&#8217;acquisto di abitazioni da offrire a prezzi calmierati agli studenti magari in altre aree della città dove il mercato del mattone è più in crisi (metropolitana e mezzi pubblici permettendo) e che un ulteriore sforzo per il completamento dei poli universitari esistenti in altre aree della sicilia sarebbe una mezza soluzione al problema del sovraffollamento dell&#8217;antico corso, così che il calo delle richieste di affitto faccia da freno naturale alla speculazione immobiliare..</p>
<p>ma risolto il problema dell&#8217;affitto sorge quello dell&#8217;occupazione e li sono guai, perchè se in così tanti decidono di emigrare al nord non è certo per esterofilia innata</p>
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